MAKER FAIRE ROMA

02/10/14

è alla
segui l'anteprima dell'evento 
sulla board di fior di zucche 2.0 di Pinterest 

http://it.pinterest.com/fiordizucche/

25/09/2014

Salve ragazzi della 1a e 1b reti
allego di seguito una mappa concettuale di storia

MAPPE per la SCUOLA: STORIA - 3 primaria

La giusta postura davanti al computer

21/09/2014

SALVE RAGAZZI!
Abbiamo parlato in classe della giusta postura davanti un computer!
Ecco le regole da seguire.


La giusta postura davanti al computer

Ecco un'animazione proprio carina per non affaticare o danneggiare muscoli ed articolazioni




                                              alcuni semplici consigli 


Qualsiasi dottore consiglierebbe quindi di prendere pause frequenti ed alzarsi in piedi per evitare problemi fisici.
Qualsiasi studio dimostra che stare seduti per periodi prolungati è un  fattore di rischio per la salute,
indipendentemente da qualsiasi attività fisica.
Sicuramente, chi lavora sempre davanti un monitor a fine giornata si sentirà  stanco, con la schiena un po' sforzata ed una certa mancanza di energia.
Per non parlare della concentrazione che dopo un certo periodo di lavoro continuativo, cala e si perde rallentando molto il lavoro, con una sensazione di sonno crescente.

Vediamo allora come sedersi correttamente davanti al computer e cercare di stancarsi il meno possibile, in 4 fasi:
1) Chi lavora al computer stando seduto tutto il giorno dovrebbe regolare la sedia in modo da:
- Tenere il bacino più aderente possibile alla sedia.
- Regolare l'altezza del sedile in modo che i piedi poggino piatti sul pavimento e che le ginocchia stiano allo stesso livello o poco più basse rispetto i fianchi.
- Regolare la spalliera della sedia reclinata in un angolo da 100° o 110°.
- Assicurarsi che la parte superiore e quelle inferiore della schiena poggino sullo schienale; usare cuscini o piccoli cuscini gonfiabili se necessario ed usare il meccanismo della sedia (se possibile) per cambiare frequentemente posizione.
- Regolare i braccioli in modo che le spalle stiano rilassate.

2) Per la tastiera, sarebbe consigliato un piano inclinato in modo da tenere i tasti più frontali possibile.
Tra i consigli per una postura corretta abbiamo:
- Posizionare la tastiera direttamente davanti al corpo.
- Determinare quale parte della tastiera si usa più di frequente, e regolarla in modo che quella parte sia centrata con il corpo.
- Regolare l'altezza della tastiera in modo che le spalle stiano rilassate, con i gomiti in una posizione leggermente aperta (100° o 110°), ed i polsi e le mani dritte.
- Tenere il mouse più vicino possibile alla tastiera, su una superficie leggermente inclinata, o usando su un mouse bridge posto sopra la tastiera.
Se non avesse un piano per la tastiera regolabile, cercare di regolare l'altezza della sedia, o utilizzare un cuscino per stare più comodi.
Ricordarsi di usare un poggiapiedi se i piedi non poggiano per terra
- Usare un poggia polsi attaccato alla tastiera potrebbe essere molto comodo.

3) L'errato posizionamento dello schermo può portare a posture scorrette quindi anche il monitor va regolato per bene, per non stancare il collo ed
assumere una posizione rilassata.
- Centrare lo schermo di fronte, sopra la tastiera.
- La parte superiore dello schermo dovrebbe superare leggermente il livello dell'occhio.
- Sedersi almeno alla distanza di un braccio dallo schermo.
- Regolare persiane e tende in modo che non si abbia luce di fronte agli occhi ed in modo che non ci siano riflessi sullo schermo.
- Regolare la luminosità del monitor in modo dinamico, in modo che cambi a seconda dell'ora (utilizzare il programma F-lux per regolare la luce dello
schermo del pc a seconda del sole e dell'ora su Windows e Mac).

4) Fare spesso pause, alzarsi in piedi e cambiare posizione frequentemente
Non importa quanto perfetto per l'ambiente, le posture statiche prolungate sono dannose per il fisico perchè possono inibire la circolazione del sangue.
- Una pausa di 1 o 2 minuti ogni 20 o 30 minuti è assolutamente obbligatoria.
- Dopo ogni ora di lavoro, prendere una pausa o cambiare attività per almeno 5-10 minuti. 
Provare sempre a stare lontano dal computer durante la pausa pranzo.
- Evitare l'affaticamento degli occhi distogliendo lo sguardo dal monitor e concentrandosi su qualcosa in lontananza.
- Riposare gli occhi coprendoli con le mani per 10-15 secondi.

INTERNET E' TROPPO GRANDE PER UN SOLO WIFI

20/09/2014






PER TUTTE LE CLASSI 

Salve ragazzi
vi allego un articolo alquanto interessante!




Referendum in Scozia


18/09/2014

Salve ragazzi di 1a e 1b reti 
Aspetto trepidante i vostri meravigliosi lavori 
sulle conseguenze del referendum in Scozia!


Il primo giorno (di scuola)

15/09/2014

Che cosa avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola dai miei professori

Il primo giorno (di scuola) che vorrei


Che cosa avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola dai miei professori o cosa vorrei che mi dicessero se tornassi studente?

Il racconto delle vacanze? No. Quelle dei miei compagni? No. Saprei già tutto. Devi studiare? Sarà difficile? Bisognerà impegnarsi di più? No, no grazie. Lo so. Per questo sto qui, e poi dall’orecchio dei doveri non ci sento. Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perché io non cominci ad annoiarmi da subito, ma mi venga almeno un po’ voglia di cominciarlo quest’anno scolastico. Dall’orecchio della passione ci sento benissimo.
Dimostratemi che vale la pena stare qui per un anno intero ad ascoltarvi. 
Ditemi per favore che tutto questo c’entra con la vita di tutti i giorni, che mi aiuterà a capire meglio il mondo e me stesso, che insomma ne vale la pena di stare qua. Dimostratemi, soprattutto con le vostre vite, che lo sforzo che devo fare potrebbe riempire la mia vita come riempie la vostra. 
Avete dedicato studi, sforzi e sogni per insegnarmi la vostra materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e volete regalarmi. Dimostratemi che perdete il sonno per insegnare quelle cose che – dite – valgono i miei sforzi. Voglio guardarli bene i vostri occhi e se non brillano mi annoierò, ve lo dico prima, e farò altro. Non potete mentirmi. 

Se non ci credete voi, perché dovrei farlo io? E non mi parlate dei vostri stipendi, del sindacato, della Gelmini, delle vostre beghe familiari e sentimentali, dei vostri fallimenti e delle vostre ossessioni. No. 
Parlatemi di quanto amate la forza del sole che brucia da 5 miliardi di anni e trasforma il suo idrogeno in luce, vita, energia. Ditemi come accade questo miracolo che durerà almeno altri 5 miliardi di anni. Ditemi perché la luna mi dà sempre la stessa faccia e insegnatemi a interrogarla come il pastore errante di Leopardi. Ditemi come è possibile che la rosa abbia i petali disposti secondo una proporzione divina infallibile e perché il cuore è un muscolo che batte involontariamente e come fa l’occhio a trasformare la luce in immagini.
Ci sono così tante cose in questo mondo che non so e che voi potreste spiegarmi, con gli occhi che vi brillano, perché solo lo stupore conosce.
E ditemi il mistero dell’uomo, ditemi come hanno fatto i Greci a costruire i loro templi che ti sembra di essere a colloquio con gli dei, e come hanno fatto i Romani a unire bellezza e utilità come nessun altro. E ditemi il segreto dell’uomo che crea bellezza e costringe tutti a migliorarsi al solo respirarla. Ditemi come ha fatto Leonardo, come ha fatto Dante, come ha fatto Magellano. Ditemi il segreto di Einstein, di Gaudì e di Mozart. Se lo sapete ditemelo.
Ditemi come faccio a decidere che farci della mia vita, se non conosco quelle degli altri? Ditemi come fare a trovare la mia storia, se non ho un briciolo di passione per quelle che hanno lasciato il segno? Ditemi per cosa posso giocarmi la mia vita. 
Anzi no, non me lo dite, voglio deciderlo io, voi fatemi vedere il ventaglio di possibilità. Aiutatemi a scovare i miei talenti, le mie passioni e i miei sogni. 
E ricordatevi che ci riuscirete solo se li avete anche voi i vostri sogni, progetti, passioni. Altrimenti come farò a credervi? E ricordatemi che la mia vita è una vita irripetibile, fatta per la grandezza, e aiutatemi a non accontentarmi di consumare piccoli piaceri reali e virtuali, che sul momento mi soddisfano, ma sotto sotto sotto mi annoiano…
Sfidatemi, mettete alla prova le mie qualità migliori, segnatevele su un registro, oltre a quei voti che poi rimangono sempre gli stessi. Aiutatemi a non illudermi, a non vivere di sogni campati in aria, ma allo stesso tempo insegnatemi a sognare e ad acquisire la pazienza per realizzarli quei sogni, facendoli diventare progetti.
Insegnatemi a ragionare, perché non prenda le mie idee dai luoghi comuni, dal pensiero dominante, dal pensiero non pensato. Aiutatemi a essere libero. Ricordatemi l’unità del sapere e non mi raccontate l’unità d’Italia, ma siate uniti voi dello stesso consiglio di classe: non parlate male l’uno dell’altro, vi prego. E ricordatemelo quanto è bello questo Paese, parlatemene, fatemi venire voglia di scoprire tutto quello che nasconde prima ancora di desiderare una vacanza a Miami. Insegnatemi i luoghi prima dei non luoghi.
E per favore, un ultimo favore, tenete ben chiuso il cinismo nel girone dei traditori. Non nascondetemi le battaglie, ma rendetemi forte per poterle affrontare e non avvelenate le mie speranze, prima ancora che io le abbia concepite.
Per questo, un giorno, vi ricorderò.

Scritto dal prof 2.0

TRA LE PIRAMIDI

10/09/2014


E' DISPONIBILE IL TOUR VIRTUALE PER ANDARE  

SPASSO TRA LE PIRAMIDI 

Nella vasta distesa del Sahara, tre strutture triangolari si innalzano in mezzo al nulla come montagne costruite dall’uomo. Apparentemente lontanissime dalla caotica e moderna città del Cairo, le Piramidi di Giza si ergono immutate da quasi cinquemila anni. Da oggi, ovunque voi siate, potete provare l'esperienza di visitare questi antichi monumenti, e percepire l’ambizione senza limiti che essi rappresentano, grazie alla funzione Street View di Google Maps. 

La Necropoli di Giza è uno dei più celebri siti archeologici al mondo e ospita l’ultima meraviglia del mondo antico rimasta intatta: la Grande Piramide. Costruita per essere una tomba e un simbolo di eternità per il Faraone Cheope, raggiunge i 139 metri di altezza (come le più alte montagne russe esistenti al mondo!) e, per circa 3.800 anni, è stata la costruzione artificiale più alta esistente sulla Terra. Guardando oltre, in direzione Ovest, potrete vedere le piramidi di Chefren e Micerino, erette dal figlio e dal nipote di Cheope. 

La Grande Piramide
Ora rivolgetevi ad Est verso la Grande Sfinge, la più antica e imponente scultura esistente al mondo. Con un corpo da leone e un volto umano, la Sfinge misura 73 metri di lunghezza per 20 di altezza. La traduzione letterale del suo nome significa “Padre del Terrore” e questa creatura mitica ha probabilmente le sembianze del Faraone Chefren, che dominava l’Egitto ai tempi della costruzione.

La Grande Sfinge
Oltre alla Necropoli di Giza, è possibile esplorare anche La Piramide di Djoser, l’antico luogo dove sorge la primissima piramide realizzata al mondo, progettata dal grande Architetto Egizio Imhotep all’interno dell’antica necropoli di Saqqara.

Da oggi non sono solo le Piramidi ad essere disponibili per la prima volta in Google Maps. Il tour virtuale dell’Egitto include altri luoghi che potranno certamente catturare la tua attenzione: Abu Mena, per esempio, uno dei più antichi siti della Cristianità in Egitto - la chiesa, il battistero, le basiliche e i monasteri - la Chiesa Sospesa, una delle più antiche chiese copte del mondo, la Cittadella del Cairo, con la sua fortificazione e le vestigia del medioevo Islamico, e la Cittadella di Qaitbay, una città fortificata del 15° secolo costruita a picco sul Mar Mediterraneo.

Se il giro tra le immagini di questi siti archeologici ha risvegliato il vostro interesse nel mondo degli Egizi, vi invitiamo a visitare il Google Cultural Institute, dove potrete esplorare i tesori dell’antico Egitto attraverso una serie di disegni, fotografie storiche e manufatti provenienti da questi celebri luoghi storici.

Le Piramidi di Giza sono sopravvissute per quasi cinque millenni e testimoniano la purezza delle antiche popolazioni che le hanno costruite. Ora questo patrimonio viene preservato in un modo tutto nuovo grazie alle immagini panoramiche e coinvolgenti di Street View. Vi invitiamo a prendervi un momento per tornare indietro nel tempo ed esplorare le più antiche meraviglie del mondo costruite dall’uomo.

  

I MITI GRECI



Un articolo interessante da leggere!



Le parole sbagliate degli insegnanti  Un articolo interessante da leggere!

Nuove App per la didattica 2.0

04/09/2014

Salve ragazzi ho bisogno del vostro parere 
AIUTATEMI  
a sperimentare queste nuove App per la didattica 2.0!
FORZA Sperimentiamo... !

SI ACCETTANO PROPOSTE PER NUOVE UDA 2015
Ps. nuovi BONUS per chi è propositivo!




04/09/2014

iPad Core Teacher Apps. 


Qualcosa di nuovo da sperimentare???????




















04/09/2014
FIOR DI ZUCCHE 2.0 
è ora anche su Pinterest




28/08/2014

IL NOSTRO PASSAPORTO ITALIANO SECONDO GAETANO PESCE 



28/08/2014



Dante's Internet - 


the nine circles of Internet Hell 




I MIGLIORI SITI PER FARE INFOGRAFICHE















La Maker Faire Rome apre alle scuole

21/08/09

La Maker Faire Rome apre alle scuole il 4 ottobre!

*Makers and Education*
Le stampanti 3D sono fatte anche per stare nelle aule di scuola. La dimostrazione l’avrete partecipando a questa giornata interamente dedicata agli istituti scolastici e agli studenti. Saranno presentati nuovi progetti dedicati al mondo della formazione e proposte per rendere più divertente e innovativo l’apprendimento mediato dalle nuove tecnologie.
La Maker Faire Rome, infatti,  non è una comune fiera ma un’esperienza interattiva, uno spazio dove ci saranno esposizioni ma anche workshop, presentazioni e performance. La presenza deigiovani in questo contesto è fondamentale, affinché scoprano, vivendo l’esperienza e toccandola con le proprie mani, dove siamo e dove possiamo andare, con convinzione, creatività, tecnologia… in poche parole futuro!

I Makers sono stati definiti gli artigiani del XXI secolo, gli hobbisti tecnologici che si affidano alla creatività, all’innovazione, al problem solving. Tutte competenze che si devono cominciare ad acquisire a scuola, se possibile fin da piccoli. Si tratta dell’educazione per il XXI secolo.

Cos’è l’educazione del XXI secolo?
Il professor Alfonso Molina, docente di Strategie delle Tecnologie all’Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale la definisce come “quell’insieme di attività che consentono ai giovani di tutte le età di sviluppare le competenze utili per vivere e lavorare nel XXI secolo come la creatività, il problem solving, il lavoro di gruppo, la responsabilità sociale: attività che spesso non vengono inserite nel curriculum scolastico standard ma che devono essere parte integrante della didattica innovativa per preparare i giovani alle sfide future”.
Per questo ci è sembrato importante dedicare una giornata della Maker Faire al mondo della scuola e, in particolare, al settore della Robotica educativa.
La Robotica educativa è infatti un esempio eccellente di come le attività pratiche, logico-creative e di gruppo possano essere uno stimolo importante per i giovani. Imparare a programmare un robot significa sviluppare quelle abilità utili ad uno studente non solo da un punto di vista tecnologico matematico ma anche da quello della risoluzione dei problemi. Si tratta di un processo che viene messo in atto e che permette ai giovani di costruire un nuovo approccio alla vita e plasmare il proprio futuro. La metodologia utilizzata è quella costruttivista e inclusiva dell’imparare facendo. La robotica permette quindi di sviluppare capacità trasversali necessarie a garantire l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e lo studente è posto al centro del processo educativo come costruttore del suo apprendimento.
È esattamente quella logica che sottende ai makers.
Sarà un caso che il simbolo della Maker Faire è proprio un robot?

>> Per partecipare è necessario accreditare le proprie classi gratuitamente compilando il form



NON SI SCHERZA CON LE EMOZIONI

105921/08/2012

Salve ragazzi!
Vi allego di seguito un interessante articolo che ho letto
nella rivista " Internazionale "
la notizia in questione è eclatante!
Ne discuteremo anche in classe!!!



lo scanner 3D per iPad

16/07/2014

CES 2014, iSense E lo scanner 3D per iPad Di 3D Systems


Mostrata al Consumer Electronics Show di Las Vegas la versione compatibile con iPad dello scanner 3D iSense. Permette di catturare Oggetti in 3D Senza ricorrere una scatola speciali di SCANSIONE. Arriverà Nel Secondo Trimestre di quest'anno

Al Consumer Electronics Show di Las Vegas Sistemi di Las 3D ha rilasciato la versione compatibile con iPad dello scanner  iSense . Dispositivo QUESTO SI attacca alla altera parte superiore del bordo del tablet e permette di scansionare in Tempo Reale Oggetti in tre Dimensioni, Senza Bisogno di inserire Gli Oggetti in speciali box di SCANSIONE. Montando il piccolo Accessorio E Possibile Camminare e scansionare Oggetti e Ambienti ottenendo copie fotorealistiche di Oggetti reali. DOPO la SCANSIONE, Gli Utenti possono trasferire i Dati per l'editing o la Duplicazione di Stampanti compatibili 3D. Il sito Engadget AVEVA avuto Modo di  Testare  lo scanner Sense, predecessore dell'iSense e Nella RECENSIONE AVEVA evidenziato vari Limiti, Parlando di Nazioni Unite prodotto promettente ma Ancora acerbo.
Tra le potenzialita del prodotto, l'uso o per venire Sistema possibilita creare Modelli, Sviluppo giochi con Personaggi ricalcati da Modelli reali. Il video di Che includiamo qui Sotto Mostra Il Primo Senso 3D All'Opera scanner. L'iSense per iPad Sarà, Planethair Nel Corso del Secondo Trimestre di quest'anno una ONU Previsto prezzo di 499 Dollari, circa 360 €.
Nel corso del CES, Avi Reichental, CEO di 3D Systems ha raggiunto sul palco Intel Che  illustrava  Una videocamera 3D, Uno dei Primi Prodotti a supportare Profondità 3D e 2D e il Che permette AI Dispositivi di "VEDERE" la Profondità quasi venire l'occhio Umano . Le due Società collaboreranno per offrire la SCANSIONE e la stampa 3D Agli Utenti mainstream. Gia Nella Seconda Metà del 2014, 3DS Sistemi rendera Disponibili le proprie Applicazioni software consumer di SCANSIONE, editing e stampa 3D senso per i Dispositivi equipaggiati con La Nuova videocamera 3D.






EMPATHY

LA CLASSE È… ACQUA




Dal blog di Alessandro D'avenia:
Ho scritto queste righe per l’inserto La Lettura del Corriere della Sera, nell’ambito del dibattito sulla scuola affrontato dal giornale nelle ultime settimane.
***
Le parole abusate sono segnaletica della nostalgia, fosforescenze di ciò che perdiamo. Scuola: tutti ne parlano, mentre rantola.
Se dovessi distillare il succo di 14 anni di insegnamento, di incontri in ogni tipo di scuola e di migliaia di lettere di studenti, docenti e genitori, dovuti ai libri che ho scritto, direi con E.Canetti: “Ogni cosa che ho imparato dalla viva voce dei miei insegnanti ha conservato la fisionomia di colui che me l’ha spiegata e nel ricordo è rimasta legata alla sua immagine. È questa la prima vera scuola di conoscenza dell’uomo”. Così ne La lingua salvata definiva l’essenza della scuola: la viva voce e l’immagine dell’insegnante. Solo una discontinuità antropologica (e quindi economica) potrà cambiare la scuola, non belletti organizzativi spacciati per riforme. Una rivoluzione copernicana che ponga nell’ordine giusto conoscenza e amore: ogni crescita in estensione e profondità della nostra conoscenza del mondo presuppone un’estensione della nostra sfera di inter-esse, cioè d’amore.
Perché non chiudiamo le scuole e non carichiamo le lezioni suyoutube risparmiando tempo e fatica? Perché siamo convinti che insegnare sia una relazione attuale: spazio e tempo condivisi nell’irripetibile dinamismo della vita e delle vite.
Se un ragazzo esteriormente somiglia più al padre o alla madre, interiormente (sguardo sul mondo, fiducia nella vita) corrisponde alla qualità della relazione tra i genitori. Così l’insegnamento, parte dell’educazione, si dà nella triplice relazione professore-studente, professore-genitori, professore-colleghi. Classe e studente somigliano alla qualità di queste tre relazioni. Posso soffermarmi solo sulla prima.
La qualità della relazione docente-studente determina l’apertura conoscitiva, a meno di non illudersi che istruzione ed educazione siano separabili. Si conosce soltanto ciò a cui la nostra intelligenzari-conosce un valore (il cuore intelligente di Finkielkraut) segnalato da tutto l’essere dell’in-segnante. Non ci può essere educazione (né insegnamento) in differita, perché la relazione coinvolge tutti i livelli della persona (corporeo, intellettivo, spirituale). Il moscone del cogito cartesiano continua a sbattere contro il vetro che non vede: cervelli riempiti di nozioni, addestramento pavloviano a ripetere, miglioramento solo con la sanzione dell’errore. L’insegnamento invece avviene solo in atto, perché solo la vita integrale educa. Si insegna con tutto: sguardo, tono di voce, movenze del corpo, disposizione dei banchi, brillare degli occhi, segni su un compito, cellulare spento… e parole. Una relazione funziona quando genera i beni specifici per cui la si instaura, se quella scolastica non genera attenzione, motivazione, curiosità, non è solo per carenza di stipendio, mura scorticate, vuota burocrazia, giovani e famiglie d’oggi, ma per carenza di relazione. Che cosa è necessario perché essa sia e sia generativa?
La molecola d’acqua è relazione tra due atomi d’idrogeno e uno d’ossigeno, uno dà all’altro ciò di cui l’altro ha bisogno. Anche a scuola è così: la classe è acqua!
Nella relazione scolastica tre sono gli elementi indispensabili: amore per ciò che si insegna (conoscenza e passione: studium), amore per il chi a cui si insegna (empatia: non sentimentalismo, ma riconoscimento dello studente come soggetto di un “inedito stare al mondo” e non oggetto da cui ottenere prestazioni), amore per ilcome si insegna (creatività didattica che rinnova ogni lezione in base ad allievi e contesto: metodo). Senza questi tre elementi la relazione non si dà e genera contro-effetti: noia, avversione, disinteresse. Per questo credo in una personalissima trinità di professori.
Uno. I docenti in atto. Curando faticosamente i tre elementi, trasformano il loro “dìcere”(dire) in “docère”(mostrare): pongono le condizioni dell’imparare non lo pretendono e i ragazzi sono pro-vocati a lavorare sodo (a noia non si oppone divertimento, ma interesse) e a diventare teste fredde e cuori caldi (al contrario di come sono oggi). Generano il desiderio mimetico di raggiungere autonomamente la Luna che il dito mostra, svincolano il sapere dalla pur necessaria prestazione e lo orientano a diventare vita: la cultura come strumento per leggere la realtà con totale apertura, senza subire luoghi comuni e ideologie. Generano simbolicamente, fanno venire alla luce i ragazzi, per ciascuno dei quali hanno una pagina del registro con i punti di forza, non smettono di studiare, prestano libri, offrono un caffè ad uno studente in crisi, fanno una lezione fuori dal programma, dedicano tempo fuori dalla lezione… Tengono il filo come Arianna (amano e sono presenti a distanza) mentre lo studente si addentra nel labirinto e lo decodifica grazie alla cultura che si confronta con la svolte della vita e le sue forme a volte spaventose come il Minotauro. Aiutano i ragazzi a trasformare il loro destino in destinazione: ad ora ad ora m’insegnavate come l’uom s’etterna (Dante a Brunetto). La loro classe è convivio, hanno l’autorità di chi assapora la vita e la porge.
Due. Gli “in-docenti”. Per vari motivi (stanchezza, difficoltà relazionali, equilibrio personale, stipendio…), pur avendo competenza nella materia, non riescono a trasmetterla. Mancano due terzi della relazione (empatia e metodo), somigliano ad un postino che consegna lettere senza busta e/o destinatario. Non propongo disastrose simbiosi o voti politici, ma asimmetria relazionale (non è distacco: emblematico il recente Detachment), in cui la materia è terreno comune di ricerca, non trincea: “la fiducia non si guadagna se ci sforza di guadagnarla, ma se si partecipa alla vita degli allievi, in modo immediato e naturale e se si prende su di sé la responsabilità che da ciò deriva” (Buber). L’indocente non insegna, perché non impara dai ragazzi, la sua classe si appiattisce sulla prestazione (programma ed esame diventano l’orizzonte di autorità).
Tre. Gli “in-decenti”. Non conoscono ciò che insegnano e trasformano la classe, presto connivente, in chiacchierificio e poltiglia educativa.
Ogni discorso sulla scuola è secondario senza i docenti in atto. Non basta l’anzianità come criterio esclusivo di merito nelle graduatorie, ma i tre elementi segnalati e trasversali (docenti, indocenti,indecenti hanno tutte le età). La scuola si liberi degli indecenti; aiuti gli indocenti a (ri)diventare se stessi; punti sui docenti, che ne sono le mura di carne e sangue: ce n’è almeno uno nella nostra vita e gli dovremmo, se non il doppio dello stipendio, almeno un grazie.
La Lettura del Corriere della Sera, 25 maggio 2014 (link)


02/07/2014

L’ADOLESCENZA NON È UNA MALATTIA



LIM open source

WiildOs porta la 

LIM open source nelle scuole italiane

di Lorenzo Mannella
WiildOs

La scuola del futuro è fatta di tante cose. Oltre alla sicurezza edilizia e al rinnovo dei programmi di studio, un ruolo importante lo giocano anche le nuove tecnologie. Negli ultimi anni si è parlato molto di scuola digitale ed esempi di innovazione che possono cambiare le classi in giro per l’Italia.
Uno di questi è WiildOs, il software open source per lavagna interattiva multimediale (LIM) che utilizza un proiettore, una penna a infrarossi e il controller della console Wii. Nato nel gennaio 2011, il progetto è stato sviluppato grazie al contributo di un gruppo di programmatori, docenti, collaboratori accademici e al supporto del Laboratorio Innovazione Tecnologica Supporto Apprendimento (LITSA) dell’Università di Trento.
Dietro all’iniziativa c’è una buona dose di spirito maker: il software WiildOs mette a disposizione delle scuole una piattaforma completa per gestire una LIM, compresi i consigli pratici per installare l’hardware necessario a far funzionare la nuova lavagna. Il progetto è già sbarcato in diverse scuole, ed è in continuo aggiornamento da parte della community di sviluppatori.
Ricapitolando, tutto quello che serve per fare funzionare WiildOs è un computer con Bluetooth, un proiettore, un WiiMote, una penna a infrarossi, una superficie di proiezione e un sistema operativo Ubuntu. Nel caso sui computer scolastici fosse installato solo Windows, il suggerimento è quello di creare almeno una partizione con Ubuntu.
WiildOs
Una schermata di WiildOs
La scelta di puntare tutto su sistemi operativi open source non è affatto casuale – Ubuntu ha i suoi vantaggi e interesserebbe molto anche al governo cinese. Sul sito di WiildOs si legge infatti che:
L’assunto di partenza è che la scuola e gli ambienti di formazioni sono il luogo principe di costruzione della cultura del domani. Data la ristrettezza economica e gli enormi sprechi economici nel mondo della scuola, crediamo che l’unica via percorribile sia la creazione di programmi open source creati in maniera collaborativa e a disposizione di tutti.
Passo dopo passo, la rivoluzione digitale arriverà in tutte le scuole. Come ha detto Dianora Bardi, del centro studi Impara Digitale, a Il Sole 24 Ore: “Noi siamo stati i primi a portare l’iPad in classe e sogniamo una cloud school, una scuola che si collega in rete dove docenti e studenti interagiscono, collaborano, elaborano i propri ebook e li condividono, aprendo le pareti delle classi”.
Sappiamo che una scuola più innovativa è possibile, e idee come WiildOs ce lo dimostrano tutti i giorni. Abbiamo gli strumenti giusti per cambiare le cose, e il bello è che le classi di domani le possiamo costruire in open source.


Buone vacanze ragazzi!