Se usi Skype, rischi 15 anni di prigione!

23/06/2012
Salve ragazzi un vostro compagno Mauro Sabbadin di 1A reti mi ha inviato un link molto interessante!
Documentiamoci assieme!



android-caotic-skype-etiopia-prigione

Se usi Skype, rischi 15 anni di prigione!

Il governo Etiope ha deciso di bandire tutti i servizi di comunicazione voIP, punendo chi viene scoperto ad utilizzarli con 15 anni di reclusione in carcere.


Se usi Skype, rischi 15 anni di prigione: non é uno scherzo, ma é realtà! Non stiamo parlando del nostro paese, ma di uno Stato dell’Africa, l’Etiopia.
Secondo Al Jazeera, una fra le più famose emittenti televisive dei paesi arabi, il governo Etiope ha bandito i servizi di comunicazione voIP, quali Skype, GTalk ed altri, per via della possibilità di comunicazione senza controllo delle autorità.
La nuova legge, che é stata da poco approvata, da’ anche la possibilità al governo di ascoltare le tue chiamate, andando così a infrangere i diritti della privacy. Inoltre, sono vietati lo scambio e la condivisione di materiale audio e/o video di qualsiasi genere, via social.


Fare una qualunque fra le cose sopra elencate, può portare fino a 15 anni di carcere.
Questo comportamento da parte del governo é assolutamente scorretto nei confronti dei cittadini, che hanno dei diritti in quanto esseri umani. Basta pensare che su 84 milioni di cittadini, solo in 700.000 hanno potuto accedere ad internet.
Oltre al punto di vista umanitario, questo genere di proibizioni per quanto riguarda l’accesso alla rete, causa anche la disinformazione del popolo, che di conseguenza porta quest’ultimo ad essere più facilmente governabile da chi ha il potere.
Questa notizia non è direttamente legata al mondo di Android, ma a nostro avviso qualsiasi azione creata da qualsiasi governo del mondo che voglia mettere dei paletti ad internet è da condannare in modo duro e fermo! Noi ci occupiamo principalmente di Android e del mondo legato a Google ma non possiamo rimanere impassibili di fronte a queste ingiustizie!
Vi chiediamo di condividere la notizia anche voi stessi in modo da alimentare una certa polemica a favore della libertà di Internet in Italia e nel mondo!
E voi che cosa ne pensate? Che cosa accadrebbe se succedesse qualcosa del genere anche nel nostro paese? Qual é la vostra opinione?


Che cosa resta di un anno scolastico?


 20/06/2012

Ci vuole coraggio per certe domande.

Riassumere in poche battute quello che accade nel vorticoso spazio di 200 giorni è impossibile. Basta un anno scolastico perché ogni studente e ogni docente abbia materia sufficiente per scrivere uno o due romanzi.

Credo sia la scuola ad avermi costretto a diventare una blogger, altrimenti sarei rimasta schiacciata da tutte le storie che ogni anno mi capita di attraversare, vivere, sfiorare. Scrivere è usare una rete da pesca: ha la sua paradossale forza nei buchi, che lasciano passare l’ovvio della vita, e nei nodi, che trattengono ciò che si nasconde e sfugge sempre. Provo a tirare su le reti: dopo un anno che cosa resta?

Gli eventi ci impastano e dentro di noi siamo alla ricerca del centro che non siamo disposti a negoziare con niente e nessuno, il lievito che, nel mutare continuo delle circostanze, ci permette di dare ampio consenso alla vita senza esserne vittime. È così a 37 anni, figuriamoci tra i 14 e i 18. Ogni anno è una vita in miniatura a quell’età, e quei 200 giorni un’esistenza in carne viva come è la pelle dell’adolescenza, durante la quale il mutamento è la regola e il rifiutare il mondo il suo corollario. Che cosa posso mai accettare, se non riesco ad accettare chi sono neanche per un giorno?

Per questo scrivo ai ragazzi attraverso il blog. 
Il verbo latino adolescere viene da una radice che indica il “portare a compimento qualcosa” e il participio passato di questo verbo latino è adultus. Per diventare adulti bisogna “adolescere” bene. Da adulti poi bisognerebbe mantenere ciò per cui l’adolescenza è fatta: trovare per che cosa valga la pena giocarsi la vita futura, senza compromessi, con quella fame di verità, bellezza e autenticità che è la costante delle centinaia di ragazzi che ho incontrato in questi anni a diverse latitudini del nostro Paese.

Quando ci decideremo a rinnovare il paradigma che interpreta le età della vita come compartimenti stagni da superare e chiudersi alle spalle? Quando cominceremo a raccontare la vita come continuum in cui le età si mescolano continuamente e ritornano, soprattutto quando alcune fasi sono state trascurate? Solo così trasformeremo l’adolescenza da una malattia ad una possibilità, l’adolescente da oggetto da risolvere a soggetto capace di creare. Ma questa è un’altra storia.

Che cosa resta di quest’anno? Voti? Interrogazioni? Compiti? Programmi? Scartoffie? Note? Tutto questo lo laveranno via le prime settimane di vacanze. Quello che resta è invece la solita umile, usata, difficilissima arte di vivere: quanto sono cresciuto nell’amore ai miei colleghi e ai miei studenti?

Purtroppo non ha memoria la vita se non dell’amore declinato nelle sue molteplici e quotidianissime forme: quanto tempo dedicato a quella lezione per raccontarla proprio a quegli studenti, diversi da quelli dell’anno prima? Quanto tempo trascorso con un collega in cerca di strategie migliori per la loro crescita? Quanto tempo dedicato al quaderno con una pagina per ogni alunno con su scritti i punti forti e i punti deboli, per aiutarlo a superare i secondi grazie ai primi? Quanto tempo speso con ragazzi al di fuori dall’ora di lezione? E quanto tempo perso a sparlare e demolire?

Qualche giorno fa, in un momento di sconforto burocratico, ho formulato una legge: somma il numero di ore impiegate a parlare dei e con i ragazzi, sottrai il numero di ore dedicate a compilare carte e registri. Il risultato, spesso purtroppo negativo, è la scuola italiana.
E che cosa resterà di una scuola così? Quelle riunioni, quelle scartoffie? Non credo, nessuno vive e lavora per queste cose. Resteranno le vite dei ragazzi e le nostre, mutate e maturate con le loro, per un più pieno compimento nostro e loro.

Spesso ho sentito dire da alcuni colleghi che noi siamo seminatori di dubbi. Io preferisco dire seminatori di domande. Ma prima dobbiamo trovare il coraggio di porle a noi stessi: che cosa resta di quest’anno?

 A voi ragazzi cosa resta di quest'anno di scuola e in cosa possiamo migliorare? 


UN GRAN IN BOCCA AL LUPO!

10/06/2012

A TUTTI I MIEI RAGAZZI DI III B 

CHE DOMANI AFFRONTEREANNO GLI 

UN GRAN  


TIMELINE - TIKI TOKI

Progetto UDA: 

TIMELINE - TIKI TOKI


Salve ragazzi vi allego le vostre timeline aggiornate divise per classi in modo che possiate visionarle.

 
La Timeline TIKI TOKI: questo termine, a volte tradotto come linea del tempo, è sinonimo di cronologia e, in campo didattico,  sta ad indicare la visualizzazione di  eventi storici, in forma grafica,  su un determinato asse del tempo , variamente definito in scansioni di tempo (secoli, decenni, anni, mesi, giorni).  
 
TIKI TOKI è dal punto di vista grafico la più avanzata che esista nel web, permette  di creare linee del tempo animate su qualsiasi argomento aggiungendo testi scritti, link, immagini e video. Le immagini possono essere reperite da Flickr e usate anche come sfondo di background.
Il servizio, in lingua inglese, si caratterizza per la sua semplicità d'uso e per le notevoli opzioni di personalizzazione offerte.Tiki-Toki
il tutto in modo completamente gratuito e senza l'obbligo di registrarsi al servizio

Gli allievi hanno compreso, tradotto ed rielaborato le informazioni apprese a scuola per costruire la TIMELINE e poi a casa hanno creato la linea del tempo, inviando tramite mail il link di riferimento al prodotto finito.

Esistono vari programmi scaricabili dalla rete per realizzare la nostra linea del tempo, ma quelli on-line sono sicuramente consigliabili, in quanto restano sempre a disposizione per modifiche e inserimenti e danno la possibilità di avere un "embed", vale a dire un codice da inserire nelle proprie pagine web come abbiamo fatto nel blog FIOR DI ZUCCHE 2.O.



1A RETI - TIMELINE
1B RETI - TIMELINE 


PADILLA+SALVADORI+PEZOLLO - Linea del tempo (NEOLITICO - IMPERO ROMANO)


MIRON - From Origin of Venezia to Treaty of Campoformio

BERTOLO+INGRAM - Alessandro Magno

CIVIERO - I SISTEMI OPERATIVI

BERTOLO+BAGGETTO+PORUMB GHEORGHE- La storia di Internet

FERRARO - Il tramonto delle Poleis e l'impero di Alessandro Magno

GEROLIMETTO - Social Network

DE ANTONI+BUSATTA - La storia di Venezia

ZANGOBBO MATTEO+ZANGOBBO MARCO - Il Medioevo

FEISSAL - STORIA ROMANA


YouTube Copyright School: Per I Trasgressori Del Copyright

03/06/2012

 


"YouTube Copyright School" è un video uscito nel mese di aprile per educare i trasgressori del copyright riguardo ai loro errori. Viene spiegato chiaramente come i trasgressori potrebbero essere rimossi dal database di YouTube per la loro violazione dei diritti  d'autore. Guardate, pertanto, con attenzione il filmato, fornito di sottotitoli in lingua italiana.



GRAMMATICA - INFOGRAFICA

  03/06/2012

Tre Infografiche 

Sui Verbi E La Corretta Scrittura

Grazie ad una segnalazione su Google+  sono risalita a tre infografiche sui verbi e la corretta scrittura nella lingua italiana.

Sappiamo bene che la nostra bella lingua è anche complessa e ricca di regole da seguire; possono, quindi, assalirci dei dubbi in qualsiasi momento. Scrivere "c'è" oppure "ce", "un pò" oppure "un po'! E  ancora "c'entra" o "centra", "un'altro" oppure "un altro", "qual'è" o "qual è"? Per non parlare dell'uso del congiuntivo e del condizionale!

Può essere, allora, utile avere a disposizione dei manualetti di pronto uso sotto forma di infografiche come le seguenti. Le tre infografiche utilizzano un linguaggio troppo "disinvolto" in diversi passaggi, pertanto non sono consigliate a scuola, of course, ma potrebbero essere di aiuto in altri contesti.
Prima infografica: Impara a scrivere in italiano 
...(ehm, non tenete conto dell'alternativa scritta in rosso e di qualche espressione talvolta un po' troppo "colorita")


Seconda infografica: Impara a usare i verbi 1


Terza infografica: Impara a usare i verbi 2


Come i ragazzi usano video online?


 03/06/2012

Come i ragazzi usano video online?


Quest’oggi ho il piacere di presentare un rapporto dell’americano Pew Research Center’s Internet & American Life Project condotto fra il 19/04 e il 14/07/2011, intitolato Teens and Online Video
Lo studio presenta le risposte di 799 giovani circa i comportamenti online e le attività attraverso le modalità video e fotografiche. Insomma, abbiamo un’interessante analisi riguardante ciò che gli adolescenti compiono online, dal condividere foto a elaborare video, ecc.
Questi i dati in sintesi:
  • 37% degli utenti internet (età 12-17) partecipano a interazioni in video-chat con altri usando Skype, Googletalk o iChat. Le femmine superano i maschi.
  • Il 27% degli adolescenti utenti (età 12-17 anni) registrant e caricano video su internet. Rispetto a una ricerca identical condotta nel 2006, oggi (2011), le ragazze fanno le attività online tanto quanto i ragazzi (e non sono meno).
  • Il 13% dei giovani elabora (in 1^ persona) e carica video in streaming perché sia visto da altri utenti.
  • Gli utenti dei social media sono presumibilmente di più di coloro che non li usano.

IL FUTURO DEI MEDIA

02/06/2012
 
Razzi guardate assolutamente questo video 
sulle prospettive dei media: Prometeus.
Lo scenario presentato è comune ad altri video, solo che questo ha sottotitoli in italiano e può costituire un buon punto di partenza per una discussione.

Inoltre può essere un buon ripasso per i ragazzi di IIIB che per gli esami devono portare le 4 rivoluzioni del web.

Cosa ne pensate?
Ci aspetta un futuro di questo tipo?
Sono graditi i vostri commenti!





UN ESEMPIO DA IMITARE

02/06/2012

Salve ragazzi,vi allego il link al nuovo BLOG di un vostro compagno Alberto Bertollo,
se anche voi durante l'estate avete voglia di creare qualcosa mettendo a frutto gli insegnamenti dei vostri prof d'informatica fatemelo sapere perchè con piacere vi inserirò tra gli amici di questa comunity



COMPITI PER LE VACANZE

02/06/2012 

Ciao ragazzi vi allego qui sotto i compiti per le vacanze, con debito e non.

(clicca sopra il link)




Idee per una Did@ttica Multimediale

Idee per una Did@ttica Multimediale: Consultazione MIUR sul valore legale del titolo di...: E’ disponibile, sino al 25 Aprile, a questo i ndirizzo sul sito del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, la consultazione onli...

Idee per una Did@ttica Multimediale

Idee per una Did@ttica Multimediale: Riflessioni sull’uso delle tecnologie digitali nel...: Condivido l’ intervento di Gianni Marconato, formatore e divulgatore dell’uso delle tecnologie nell’apprendimento, presentato al Convegno Er...

REALIZZATA LA CRONO - MACCHINA PER VIAGGIARE NEL TEMPO

27/05/2012


 ORBIS: l’Impero Romano è un viaggio scientifico

Pino Bruno | maggio 25th, 2012 - 06:22


No, non c’era il low cost, al tempo dell’Impero Romano. Solo i ricchi potevano permettersi di viaggiare e far viaggiare le merci. Gli storici e gli appassionati di storia lo sanno già, ma se il tema vi appassiona, fate un salto sul poderoso strumento di calcolo creato da Walter Scheidel ed Elia Meeks per il Dipartimento di Digital Humanities della Stanford University.  

ORBIS è un luogo inedito e affascinante, una crono-macchina che ci trasporta nel 205 dopo Cristo. Sul display appare una mappa dinamica che copre circa dieci milioni di metri quadrati di terra e mare in tre continenti. Sono stati geolocalizzati 751 siti, insediamenti urbani, strade, piste, porti, valichi, fiumi e canali navigabili. E’ un simulatore di viaggi, una sorta di navigatore satellitare o la mappa Michelin dell’epoca, quella che oggi usiamo per pianificare gli spostamenti complessi.

Impressionano il risultato e, soprattutto, il back office, cioè l’imponente lavoro di raccolta e immagazzinamento dei dati portato avanti dagli studiosi di Stanford. Quanto tempo ci voleva per viaggiare, con quali mezzi, attraverso quali percorsi. Quanti soldi erano necessari per affrontare l’impresa, a piedi, a cavallo, con i muli, i buoi, i cammelli, con carri e imbarcazioni.
L’Impero si reggeva soprattutto su questo, sul complesso sistema di comunicazione, e hai voglia a dire che tutte le strade portavano a Roma. Già, ma come ci si muoveva su quelle strade, su quelle rotte, e quanto costava trasportare uomini e merci?


Palmira, reperto archeologico

Ecco, per la prima volta, ORBIS ci permette di avere contezza del meccanismo romano dei trasporti, in termini di tempo e denaro. Il modello matematico approntato dagli esperti di Digital Humanities di Stanford tiene conto anche del mutare delle stagioni e dei budget. L’interfaccia permette di scegliere ogni modalità, a cominciare dal punto di partenza e di arrivo. Così si può valutare, ad esempio, se è più conveniente trasportare il grano da un punto all’altro via mare, via terra o attraverso il sistema fluviale.


Schermata da ORBIS

Nel ricreare le condizioni del viaggio si possono prendere in considerazione quattordici opzioni. Per i costi, storici e scienziati si sono basati soprattutto sull’editto dell’imperatore Diocleziano del 301 dopo Cristo, che contiene le informazioni sui prezzi della maggior parte delle merci in quell’epoca.
La mappa mostra che il trasporto delle merci via mare era competitivo e che per i romani era più semplice marciare in posti lontani e conquistarli, invece che far muovere le merci fra regioni differenti, a meno che non si trovassero sulla costa.
Walter Scheidel e Elia Meeks dicono che il loro lavoro non è affatto concluso.
“ORBIS è dinamica, non statica, e funziona come una pubblicazione e come strumento per la creazione di nuove informazioni, perché permette agli utenti di sperimentare avendo a disposizione un numero enorme di combinazioni di dati. Con la carta stampata non si può fare nulla del genere”.

Schermata da ORBIS

Scheidel dice di essere stato ispirato dalla mappa interattiva della metropolitana di Londra, che mostra in tempo reale i tempi di percorrenza dei singoli convogli.  E’ stata così utilizzata la stessa tecnologia di Google Maps. ORBIS incorpora i dati di latitudine e longitudine per i siti romani ricavati dall’italianissimo progetto Pleiadi , mentre per le reti stradali è stato usato il Barrington Atlas of the Greek and Roman World.
Per i viaggi in mare, poiché non esiste una rappresentazione accurata, è stato realizzato un algoritmo matematico che simula il movimento di una nave in condizioni di vento differenti, grazie soprattutto al ricercatore Scott Arcenas. Sono state inserite nel database centinaia di rotte marittime del Mediterraneo, del Mar Nero e delle coste atlantiche. Le prime rilevazioni hanno confermato l’importanza strategica del mare per lo sviluppo e l’espansione dell’impero romano.
“Il mondo romano era un prodotto del Mar Mediterraneo, altrimenti impensabile “, ha detto Scheidel. Insomma, il Mare Nostrum. 
Fate un viaggio su ORBIS e, se siete docenti di storia, viaggiate insieme con i vostri studenti. Mi direte grazie.

ORBIS è qui.

Non ho letto neanche un libro

27/05/2012
Pino Bruno | maggio 22nd, 2012 - 06:34

Ci sono terremoti che distruggono le vite, le case, i luoghi della storia e dell’arte, e terremoti meno visibili, dilazionati nel tempo, che fanno danni altrettanto gravi perché annientano le menti.  Parolone retoriche? Forse, ma è questo l’effetto che fa leggere di chi non legge, nel rapporto diffuso ieri dall’Istat su Produzione e lettura di libri in Italia 2010-2011”.
Copio e incollo alcuni paragrafi:
Il rapporto Istat su “Produzione e lettura di libri in Italia 2010-2011” rielaborato con Wordle

Nel 2011 poco meno di 26 milioni di Italiani di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici e/o professionali. Rispetto al 2010 i lettori di libri diminuiscono, passando dal 46,8% al 45,3% della popolazione.
Si legge di più al Nord e nel Centro del Paese, dove la percentuale di lettori è superiore al 48% della popolazione di 6 anni e più. La propensione alla lettura è minore nel Sud e nelle Isole, dove la quota di lettori scende sotto il 35%.
In Italia, anche chi legge, legge molto poco: il 45,6% dei lettori non ha letto più di 3 libri in 12 mesi, mentre soltanto i “lettori forti”, cioè chi ha letto 12 o più libri nello stesso lasso di tempo, è il 13,8% del totale.
Nel 2011, il 9,9% delle famiglie dichiara di non possedere alcun libro in casa; il 63,7% ne ha almeno 100, l’11,8% da 101 a 200 e il 14,4% più di 200.
Il fatto di vivere con genitori che leggono libri ha una forte influenza sui giovani lettori. Tra i ragazzi di 6-14 anni legge il 72% di chi ha madre e padre lettori e solo il 39,2% di quelli che hanno entrambi i genitori non lettori.
Esiste, inoltre, una rilevante variabilità regionale: se Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Liguria registrano livelli di lettura superiori al 55%, Marche, Umbria, Abruzzo e tutte le regioni del Mezzogiorno si attestano al di sotto della media nazionale (45,3%). In particolare, agli ultimi posti si collocano Campania (29,8%), Sicilia (30,5%), Puglia (31,5%) e Calabria (31,6%).
Unica eccezione tra le regioni del Mezzogiorno è la Sardegna, dove la quota dei lettori si situa su livelli superiori alla media nazionale (46,7%)”.
E la rete, le tecnologie? Sembrerebbero un aiutino, che non basta a compensare il vuoto creato dalla disaffezione ai libri. Dice l’Istat che:
“Tuttavia anche i giovani che non leggono mai libri nel tempo libero dispongono ormai in misura rilevante di nuove tecnologie per navigare in Internet: oltre tre su quattro di essi (79,9%), infatti, hanno una connessione al web da casa e ciò può rappresentare un’importante opportunità di accesso alle risorse culturali. In particolare, quasi un non lettore su tre (32,4%) ha letto o scaricato prodotti editoriali digitali dalla rete e il 43,3% ha consultato un Wiki.
Se si allarga lo sguardo ai comportamenti di consumo e di acquisto online, è interessante osservare che circa il 5% dei giovani lettori ha utilizzato Internet per ordinare o comprare prodotti o servizi culturali, come libri, inclusi gli eBook, giornali o riviste (7,1%), ma anche film e musica (4,9%) e biglietti per assistere a spettacoli (5,1%).
In generale, l’acquisto online di prodotti editoriali è fortemente correlato ai livelli di lettura e la quota di giovani che hanno acquistato libri, giornali o riviste su Internet è superiore al 10% tra coloro che leggono da 7 a 11 libri in un anno e si raddoppia, raggiungendo addirittura il 20,9%, tra i lettori forti di 16-24 anni”.
Il rapporto dell’Istat è disperante. Mi ha fatto tornare in mente le parole di un grande maestro di giornalismo, Sergio Lepri: 
se non sapete leggere non imparerete mai a scrivere.

Il documento integrale in pdf è a questo link.

COSA NE PENSATE RAGAZZI DI QUESTO ARTICOLO? 
VISTO CHE PER LE VACANZE ESTIVE DOVRETE LEGGERE  ALMENO 
UN LIBRO? 


Progetto UDA: TIMELINE - TIKI TOKI


Salve ragazzi vi allego le vostre timeline divise per classi in modo che possiate visionarle.
I ragazzi che devono ancora consegnare la propria linea del tempo si affrettino a farlo!!!!


La Timeline TIKI TOKI: questo termine, a volte tradotto come linea del tempo, è sinonimo di cronologia e, in campo didattico,  sta ad indicare la visualizzazione di  eventi storici, in forma grafica,  su un determinato asse del tempo , variamente definito in scansioni di tempo (secoli, decenni, anni, mesi, giorni).  
 
TIKI TOKI è dal punto di vista grafico la più avanzata che esista nel web, permette  di creare linee del tempo animate su qualsiasi argomento aggiungendo testi scritti, link, immagini e video. Le immagini possono essere reperite da Flickr e usate anche come sfondo di background.
Il servizio, in lingua inglese, si caratterizza per la sua semplicità d'uso e per le notevoli opzioni di personalizzazione offerte.Tiki-Toki
il tutto in modo completamente gratuito e senza l'obbligo di registrarsi al servizio

Gli allievi hanno compreso, tradotto ed rielaborato le informazioni apprese a scuola per costruire la TIMELINE e poi a casa hanno creato la linea del tempo, inviando tramite mail il link di riferimento al prodotto finito.
Esistono vari programmi scaricabili dalla rete per realizzare la nostra linea del tempo, ma quelli on-line sono sicuramente consigliabili, in quanto restano sempre a disposizione per modifiche e inserimenti e danno la possibilità di avere un "embed", vale a dire un codice da inserire nelle proprie pagine web come abbiamo fatto nel blog FIOR DI ZUCCHE 2.O.



1A RETI - TIMELINE

Gli zaini insanguinati chiedono risposte


Sedici anni. Anche io li ho avuti. E quando ho visto quei libri aperti e che nessuno leggerà più, quegli zaini svuotati e abbandonati con il fardello di fatiche e sogni che accompagnano ogni sedicenne, quelle scarpe senza piedi che le portino sulle strade di una vita tutta incerta ma piena di prospettive e progetti, tutta da immaginare e assaporare, non ho potuto trattenere le lacrime. Le lacrime versate quando sedici anni li avevo io e nel giro di pochi mesi vidi nella mia città i rottami delle auto della strage di Capaci, le macerie di via D’Amelio, dove era saltato Borsellino, che incontravo tutte le domeniche nella mia parrocchia, e il sangue secco di Padre Pino Puglisi a Brancaccio, professore di religione del mio liceo. Credevo che non avrei mai più riassaporato lacrime della stessa sostanza, generate dallo stesso nonsenso. Avevano lo stesso sapore, anzi, erano ancora più amare. Perché al ricordo si è aggiunta l’evidenza che questo è accaduto in un luogo dove lavoro tutti i giorni: una scuola.
Una sedicenne che mi conosce per i libri mi ha scritto da Brindisi: «Io ero lì esattamente 10 minuti dopo la strage perché la mia scuola si trova a venti metri circa dal luogo maledetto. Oggi alle 18 tutti noi Brindisini scenderemo in piazza, ma non basta. Vogliamo che da tutt’Italia giunga il grido di forza di un popolo che si è stancato e che vuole ritrovare se stesso. Vogliamo che si dia appoggio alla gioventù e soprattutto a noi giovani del meridione che abbiamo il sole nel cuore ed il mare che ci palpita nell’anima. E non abbiamo paura». A lei fa eco un’altra ragazza: «Nella mia mente è nato il terrore. In Italia è nato ancora una volta disordine, angoscia, insicurezza. Più di quanto già non ce ne fosse. L’Italia ha perso ancora, siamo deboli. Parlo dal basso dei miei 16 anni, ma credo che ciò valga per ogni singolo giovane, uomo, anziano, che si senta realmente Italiano».
Questa volta a cadere non sono uomini coraggiosi che lottano consapevolmente, ma sono dei sedicenni che prendono un autobus per andare a scuola, quelli che accolgo in classe tutte le mattine e lottano per un’interrogazione, una fidanzata, un po’ di futuro. E li vedo lì ogni mattina, prima che la campanella squilli, a scambiarsi sbadigli, idee, sorrisi, racconti, con una vita tra le mani tanto fragile quanto forte. Quegli zaini, quei libri, quelle scarpe rimarranno immobili, come statue di una memoria pietrificata e tenteranno di pietrificare tutto il resto: sogni, speranze, fiducia. Quegli oggetti muti ci sussurreranno di ritirarci in silenzio fino a convincerci che tutto è inutile, che siamo soli, che lo Stato non riesce a difenderci, che non abbiamo nulla da sperare in un Paese ferito da una politica inefficace, ingorda e debole, preda facile di una malavita dai connotati terroristici o mitomaniaci, che sferra un attacco che non ha precedenti nel nostro Paese.
Portare il sangue in una scuola è un peccato originale in Italia. Non è come le altre stragi.
Abbiamo visto zaini schiacciati da scuole crollate per disastri naturali o incuria umana, ma non abbiamo mai visto zaini innocenti svuotati da una ferocia calcolata. Sono rimasto in classe, fermo, come se quell’aula in cui fare innamorare i ragazzi della verità, del bene, della bellezza e del sacrificio che comportano, fosse diventata un campo minato; e cattedra e banchi una trincea di sangue. Anche lì può arrivare la mano cruenta del terrore, per colpire alla cieca e lasciare, insegnanti e studenti insieme, orfani di un orizzonte che dia senso a quello studio, a quelle discussioni, a quelle parole. Ma che te ne fai di queste cose adesso? Non ci credi quasi più. Tu costruisci giorno dopo giorno e in un attimo tutto viene spazzato via. Quella speranza che a fatica hai seminato e sta germogliando in un filo d’erba viene bruciato dal fuoco di una bomba.
La paura ci fa tremare vene e polsi, ma «chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola» ripeteva Borsellino: sfidare questa paura che pietrifica e ci toglie ogni certezza è la sfida, adesso.
Proprio come i rottami di Capaci, le macerie di via d’Amelio, il sangue sulla piazza di Brancaccio, quegli zaini abbandonati, quei libri macchiati, quelle scarpe svuotate, daranno una scossa a tanti uomini e donne, che non sanno cosa hanno finché non lo perdono. Da quella follia omicida dei primi Anni Novanta nacque una primavera di ribellione e di rinnovamento. E sarà proprio dalla scuola di Brindisi che spero di vedere sorgere una Scuola che le unisca tutte, scaturire la forza di una gioventù che non vorrà più scendere a patti con la noia e il qualunquismo. L’errore più grande è stato colpire una scuola e i giovani. Adesso non potremo più ignorare a che cosa veramente abbiamo rinunciato da troppo tempo: il futuro dei nostri ragazzi. Il terrore non ci paralizzerà, ma darà nuovo slancio ad un eroismo per troppo tempo compresso per affrontare una crisi già in atto da anni e che abbiamo accettato solo quando è diventata economica. Ma la vera crisi è avere abbandonato un Paese alla forza cieca dell’avidità, del potere, del compromesso, del silenzio omertoso, dello sberleffo, della disunione, del cabaret, della raccomandazione, della parola vuota. Questo ci ha indebolito sino a chiudere gli occhi: basteranno tre bombole di gas a risvegliarci?
Il sangue dei martiri è da sempre il seme della rinascita. Lo sapevano bene quei tre uomini che ho visto morire nella mia città. Proprio loro continuano a darmi speranza: Falcone diceva che «la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine» e la ricetta l’aveva proprio il suo collega Paolo Borsellino, le cui parole oggi rimbombano forti e dovrebbero essere pronunciate in ogni scuola alla prima ora di lunedì prossimo: «Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo». E proprio di onnipotenza parlava Padre Puglisi, ma quella vera: «La mafia è forte, ma Dio è onnipotente».
Io non so se quella di Brindisi sia una strage mafiosa. Preferirei di no. Quello che so è che tocca proprio a noi, docenti e studenti, a scuola, indossare quelle scarpe svuotate, mettere in spalla quegli zaini abbandonati e leggere quei libri macchiati di sangue. Altrimenti dimenticheremo ancora una volta perché siamo arrivati sin qui e non sapremo rispondere alle domanda che ieri, Mia, sei anni e nipotina di un’amica, le ha posto: «Zia, perché mettono le bombe nelle scuole? Io a scuola non voglio più andare se mettono le bombe, voglio studiare, diventare grande e diventare una dottoressa come te».
Tratto da Prof 2.0

TORNEO DI CALCETTO

18/05/2012
Salve ragazzi oggi vi comunico che  l'ambito  
trofeo IRIGEM
è stato vinto dalla 

2 multi  

contro la 1a reti per 2-1



POZZA - CAMPAGNARO - ZECCHINETTI - SCALCO - VOLPATO - GALUAN



La semifinale si è disputata con un derby che ha visto la 
1A RETI contro la 1B RETI
HA VINTO 
la 1A RETI per 6-0

qui sotto trovate le foto.
Per quanto riguarda la ripresa completa della partita 
vi passo il video a scuola, passate parola !!!









  

Ragazzi abbiamo raggiunto i 5000 visitatori!!!

18/05/2012

Ragazzi abbiamo raggiunto i 5000 visitatori!!!
Grazie a tutti voi!



Cari visitatori non limitatevi pertanto alla sola lettura dei post ma partecipate alla vita della nostra community
cliccando i sondaggi e commentando i post

la prof. FIOR DI ZUCCHE 2.0

Gli oggetti ora possono levitare nello spazio

 17/05/2012

grazie alla scoperta di due geniali olandesi


I visitatori passavano davanti alla lampada sospesa nel vuoto, tagliata in due fette fluttuanti nello spazio, e si fermavano abbacinati. Qualcuno toccava con timore la lampada, altri ritiravano il dito nel timore di prendere chissà quale mortale scossa. Questo accadeva in aprile al Salone del Mobile di Milano, nello stand Matrix. Nei negozi Nike a Miami e Las Vegas, una gigantesca scarpa da basket galleggia immota nello spazio, davanti ai clienti attoniti.
Nessun filo, nessun trucco, nessun inganno: Gerard e Angela Jensen, olandesi geniali di Eindhoven, hanno assistito in diverse occasioni, per niente stupiti, alle reazioni del pubblico di fronte ad una loro recente invenzione: grazie al principio antichissimo dell'attrazione/respingimento magnetico, due dispositivi, applicati a due oggetti , li tengono a distanza costante per aria. 

Letteralmente sospesi nel nulla. I Jensen hanno cioè reso possibile un sogno anche questo molto antico: la levitazione nello spazio. In realtà, a realizzare questo "tecno-miracolo" è un raggio laser che, partendo dal centro della base magnetica, va a colpire il modulo fluttuante che sorregge l'oggetto, mantenendolo sospeso in perfetto equilibrio.

Il "giochetto" costa 500 euro, nemmeno tanto, se si riflette sulle grandi opportunità che può offrire questa innovazione, soprattutto nell'area commerciale, dello spettacolo e anche nell'ambito dell'arredamento. A importarlo, in esclusiva per l'Italia, è un pubblicitario piemontese, Giovan Battista Gaggero, titolare della Bread&Style, specialista in oggetti e tecnologie speciali, un autentico cacciatore di novità hi-tech.


L'azienda olandese dei Jensen, la Crealev, ha messo a punto il modulo magnetico pensando a tutto: funziona elettricamente ma per piccoli oggetti esiste una versione senza fili, a batteria; è possibile graduare l'altezza del livello di fluttuazione nello spazio ed è anche possibile realizzare soluzioni su misura delle esigenze del cliente. Presto arriveranno anche moduli per oggetti pesanti, come un mobile per esempio; i Jensen stanno già pensando a trasferire, su suggerimento del vulcanico Gaggero, l'elettricità tramite il raggio laser.

RIPASSO STORIA: I ROMANI

17/05/2012

PER LA 1A E 1B
RIPASSO STORIA: I ROMANI

Salve ragazzi vi allego i video d'approfondimento visualizzati e commentati in classi per il ripasso in vista delle future interrogazioni.
Per Chiara e voi ragazzi ecco qui uno schemino riassuntivo 

1 CESARE
2 OTTAVIANO
3 CLAUDIO
4
5 NERONE
6 VESPASIANO
7
8 TRAIANO
9 ADRIANO
10 CARACALLA