|
L'Oriental Institute dell'Università di Chicago dedica una interssante pagina alla civiltà degli Egizi.
Tra le proposte disponibili vi suggerisco di esplorare la risorsa interattiva sulla preparazione di una mummia,
che permette di ripercorrere tutte le fasi del trattamento del corpo
del defunto, dalla morte fino alla deposizione nella tomba.
Ovviamente l'aniumazione si presta ad essere utilizzata con bambini di
scuola primaria, opportunamente preparati a cimentarsi con pratiche
da... duri di stomaco!
Gli antichi Egizi furono uno di primi popoli del bacino del mediterraneo a praticare la mummificazione sistematica:
cioè adottarla come sistema di sepoltura ordinaria.Questo
procedimento, o meglio questi procedimenti: perchè nella realtà non
esisteva un solo sistema erano tre, uno riservato al faraone ed alla
sua famiglia, uno per i nobili ed i ricchi ed uno per i poveri.
Il primo sistema quello utilizzato per mummificare i cadaveri dei
faraoni si svolgeva in circa tre mesi dopo la morte del sovrano era il
sistema più laborioso, costoso e complesso ma sicuramente le mummie
faraoniche sono quelle che ancora oggi si sono conservate meglio, se
non perfettamente.Il cadavere veniva preparato nelle case della morte,
templi appositi con procedimenti segreti, gelosamente custoditi dalla
corporazione degli imbalsamatori - questi pur essendo una casta molto
ristretta e dei veri e propri artisti nel loro campo erano di fatto
disprezzati e temuti da tutti.Nulla di queste procedure è rimasto
scritto tutto quanto è a nostra conoscenza oggi ci viene dagli scritti
di Erodoto.
Oggi le tecnologie fisico/ chimiche non invasive di indagine sulle
mummie stanno permettendo di conoscere molte notizie sui procedimenti
seguiti.
Per prima cosa si estraeva il cervello, organo che per gli egizi non
aveva un'importanza sostanziale per non dire che era di fatto
considerato inutile, tale operazione era compiuta con l'ausilio di un
ferro che veniva inserito nelle narici e con il quale si prelevava il
tessuto.
Quindi era la volta degli organi interni presenti nel busto: si
praticava una incisione addominale dalla quale venivano sfilati tutti
gli organi: in questo caso però essi non venivano gettati ma racchiusi
in speciali vasi: i vasi canopi che portavano il nome
dei quattro figli di Horus: Duamtef, con la testa di sciacallo,
conteneva lo stomaco, Hapy, a testa di babbuino, i polmoni, Amset, a
testa umana, il fegato e Kebehsenuf, a testa di falco, gli intestini.
Il cuore importantissimo veniva lasciato all'interno del corpo.Il corpo
quindi completamente eviscerato veniva deposto in una vasca di natron -
una particolare sabbia proveniente dalla valle del Natron, situata tra
Alessandria e la depressione di Al-Qattara. Questa era ricca di un
sale minerale, oggi noto come salnitro, che ha grande potere
disidratante - dove veniva lasciato per un tempo minimo di 70 giorni.
Trascorso tale periodo il corpo veniva lavato esternamente ed
internamente, massaggiato con oli di palma e ginepro o vino di datteri
durante una particolare cerimonia religiosa, quindi lasciato esposto per
più giorni ad una corrente di aria calda, fino ad essiccazione
completa.Il cadavere ora era pronto per l'ultimo procedimento: la cavità
addominale veniva riempita con bende di lino e con vegetali triturati,
quali mirra, ginepro, cassia ed altri aromi con significati
religiosi.Tutte le cavità venivano chiuse con batuffoli di lino, anche
le cavità oculari in questo caso venivano dipinte le iridi; il viso
veniva perfettamente truccato: le labbra rosse di betel, kajal attorno
agli occhi le unghie dorate o smaltate di rosso.Il cadavere era poi
cosparso di resine ed olii essenziali e poi avvolto nelle bende di lino
impregnate di sostanze gommose, tra le quali si inserivano gioielli,
statuette di divinità, scarabei votivi ed amuleti di protezione per il
viaggio nel Duat.
Il sesso della mummia era poi indicato dalle posizione delle braccia:
incrociate sul petto per i maschi, con un braccio lungo il corpo per le
donne.Il corpo quindi veniva deposto nel primo sarcofago di forma
totalmente antropomorfa, quindi in un altro e via di seguito fino ad
otto.Il procedimento di mummificazione per le persone più ricche o i
nobili era un poco più semplice: attraverso l'ano si riempiva il corpo
di olio di cedro asiatico quindi veniva immerso nei sali di natron per
circa 40 giorni al termine di questo periodo il cadavere veniva
estratto tramite dei ganci inseriti nelle narici e con una forte
compressione dell'addome vuotato delle viscere che si erano disciolte.La
salma quindi veniva accuratamente lavata sia internamente che
esternamente.I parenti erano liberi di fornire alla casa della morte gli
oggetti: amuleti, talismani ecc. che si desideravano inserire nel
bendaggio.Il corpo quindi veniva bendato e riconsegnato alla famiglia
per la sepoltura.
I poveri che non potevano certo permettersi di pagare un procedimento
di mummificazione tanto costoso dovevano accontentarsi di quello più
economico che le case della morte fornivano Questo consisteva
nell'immergere il corpo in un bagno bollente di acqua e natron,
essiccazione con aria calda ventilata quindi veniva avvolto in stuoie
di juta. Il cadavere del defunto veniva poi denudato e seppellito nella
sabbia del deserto, trascorso un periodo di circa novanta giorni, il
corpo era ormai integralmente essiccato.La mummia veniva quindi
disseppellita, ripulita strettamente fasciata con bende di lino
grossolano e riconsegnate ai parenti.
Gli esseri umani però non erano i soli a beneficiare dei procedimenti
di mummificazione, anche gli animali, fedeli compagni dell'egiziano
antico e tante volte personificazioni di diverse divinità, ricevano
cure premurose dopo la morte. Gatti, cani, coccodrilli, scimmie e
persino piccoli insetti erano imbalsamati, messi in sarcofagi e
seppelliti in necropoli a loro riservati.Il gatto, in particolare, che
era considerato un animale sacro se non divino, riceveva questa pratica
si sono trovate migliaia di mummie di gatto.
Le pratiche di mummificazione di migliore qualità ci hanno consegnato
le attuali mummie che conosciamo, anche se molte sono state distrutte
dai saccheggiatori, dai vandali ed anche dagli stessi egiziani che le
hanno usate anche per alimentare le locomotive.La mummificazione in
Egitto ha avuto il suo epilogo all'epoca della conquista romana, anche
se già nel periodo greco la procedura era molto peggiorata e le mummie
non si preservavano con la stessa perfezione.
|