Foxconn promette condizioni migliori per gli schiavi dell'iPad

21:33 Barbara Antoniel 0 Comments

 PPROFONDIMENTO per la 3b reti

Vi ricordate ragazzi, l'articolo che avevamo letto in classe sull'Internazionale (I costi umani di un ipad)?

Beh! eccovi le ultime news tratte da un artico pubblicato da rai-new

 Foxconn promette condizioni migliori per gli schiavi dell'iPad


Foxconn, operai al lavoroGli operai cinesi che realizzano iPhone e iPad lavorano 60 ore alla settimana, a volte santando anche il week end. E il rapporto dell'americana Fair Labor Association induce Foxconn a cambiare orari e condizioni di lavoro


Foxconn, operai al lavoro
Hong Kong, 30-03-2012



Prima la visita di Tim Cook, poi il report della Fair Labor Association. Alla Foxconn alla fine si sono rassegnati e hanno accettato di cambiare 'abitudini' che avevano posto l'azienda, un vero gigante della produzione hi tech, nell'occhio del cilone dopo una serie di suicidi e denunce.

Il report della FLA
Cosa non va alla Foxconn? Per l'indagine della Fair Labor Association non solo "straordinari eccessivi", "lacune sanitarie" e "rischi per la sicurezza": ci sono anche "vuoti di comunicazione cruciali che hanno portato ad un diffuso senso di condizioni di lavoro insicure tra i lavoratori". Il report è frutto di una lunga indagine svolta da febbraio scorso con interviste a più di 35.000 lavoratori, al termine della quale l'organizzazione internazionale ha consegnato al più grande fornitore di Apple un lungo elenco di requisiti di diritti del lavoro che Foxconn  dovrà osservare.
La mossa di Cook
La Apple del dopo Jobs, a questo punto, ha affrontato il problema. Troppo elevato il rischio di ricadute nocive a livello globale per le accuse di sfruttamento di moderni 'schiavi per l'iPad'. Meglio cambiare, allora, orari e considizioni di lavoro di 1,2 milioni di lavoratori addetti all'assemblaggio di iPhone e iPad. Una decisione storica, che potrebbe
cambiare le modalità produttive di molte altre aziende occidentali in Cina.

La promessa 
La Foxconn, la cui sede legale è a Taiwan ma le cui fabbriche sono in Cina, assumerà decine di migliaia di nuovi lavoratori, eliminerà gli straordinari illegali, migliorerà i protocolli di sicurezza e la formazione dei lavoratori, nonché il loro alloggio e altri servizi.

Ricadute
Interessate a questa rivoluzione, oltre a Apple, anche Dell, Hewlett-Packard, Amazon, Motorola, Nokia e Sony, tutte legate a Foxconn da contratti di fornitura.

Contesto cinese
L'accordo è anche un segnale di enorme rilievo della spinta crescente dei lavoratori in Cina per salari più alti - nel paese comincia a farsi sentire l'inflazione, soprattutto nelle megalopoli - e condizioni di lavoro migliori. Nel medio periodo, ciò potrebbe riflettersi in un aumento dei prezzi dei dispositivi high-tech sui mercati globali.

Settimana da 60 ore
Foxconn si è impegnata a ridurre l'orario di lavoro a 49 ore a settimana, compresi gli straordinari, a parità di stipendio base. Il report della FLA ha descritto una media di più di 60 ore di lavoro a settimana durante i picchi di produzione. Misure che "sosteniamo pienamente", ha subito dichiarato un portavoce di Apple.

Lavoratori preoccupati
E tuttavia, non mancano lavoratori Foxconn non proprio soddisfatti. Yamei Chen, 25 anni, che ha lavorato in una fabbrica di Foxconn a Longhua nel sud della provincia di Guangdong per quattro anni, si lamenta del fatto che il suo stipendio scenderà a poco più di 2.000 yuan al mese (circa 237 euro) da più di 4000 yuan, con gli straordinari abituali: "Siamo qui per lavorare e non per giocare", ha detto alla Reuters.

Aumenti di stipendio
Gli stipendi medi in questi stabilimenti variano tra 269 e 340 euro. La Foxconn, si legge nel rapporto, ha recentemente alzato i salari del 25%, il secondo aumento in meno di due anni. La Apple in un comunicato ha ripetuto che le condizioni dei lavoratori che realizzano i suoi prodotti sono all'attenzione dei vertici della societa. Da alcuni anni l'azienda, spinta dalle polemiche delle organizzazioni non governative, ha iniziato a pubblicare annualmente un proprio rapporto sulla questione. Ieri l'amministratore delegato della Apple Tim Cook ha visitato lo stabilimento Foxconn di Zhengzhou. La Foxconn in Cina impiega un milione e 200mila operai in diversi stabilimenti e produce dispositivi non soltanto per la Apple ma anche per la HP, la Microsoft e altri grandi compagnie americane.

Dal dormitorio alla casa
Il problema investe anche le condizioni di vita dei lavoratori una volta usciti dalle catene di montaggio: per la FLA i lavoratori migranti - spesso disposti ad accumulare ore e ore di lavoro straordinario per far quadrare i conti lontano da casa - devono essere messi nelle condizioni di sopravvivere senza mettere a rischio la loro salute. Foxconn si è impegnata a costruire nuove abitazioni al posto di enormi stanze dormitorio disumane per gli standard occidentali.

La FLA effettuerà visite di verifica in loco per verificare l'applicazione dell'accordo con Foxconn.